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365 – Progetto – Foto 79

79Il pane

E’ uno dei mestieri che più venero quello dei fornai.

Chi conosce l’arte di produrre il pane per me è persona degna del più alto rispetto. Perchè rappresenta uno dei primi cibi costruiti dall’uomo, elaborati per essere più duraturi, per accompagnare degnamente gli altri cibi. La sua comparsa ha anche iniziato a diffondere la carie dei denti… ma la sua bontà è indiscussa.

Sono state  trovare tracce di amido prodotte già 30.000 anni fa, pare che lo estraessero dalle felci e poi cuocessero un composto su una pietra arroventata come una odierna piadina. Solo durante il Neolitico, circa 10.000 anni fa, con l’agricoltura, il grano è diventato parte fondamentale della produzione di pane. Le spore lievitanti erano ovunque, anche sulla superficie dei chicchi, quindi qualunque impasto lasciato a riposare avrebbe prodotto il lievito naturale che sarebbe stato poi usato nell’impasto principale.

L’utilizzo di una parte della schiuma della birra come agente lievitante lo dobbiamo ai galli e agli iberici, noti per produrre il pane più leggero dell’allora mondo conosciuto, i romani, ovviamente, usavano succo d’uva.

Sostanzialmente però l’uso della pasta madre ( il lasciare un pezzo di pasta cruda a riposare) è rimasto però l’unico metodo di fabbricazione del pane sino al 1861! Sembra incredibile ma l’idea di una miscelazione meccanizzata ad alta energia è arrivata solo allora. Il processo di pane Chorleywood è uno dei più usati e permette di usare anche i grani con poco apporto proteico era nato così il pane in cassetta, dato che l’Inghilterra non aveva grani di alta qualità a disposizione.

365 – Progetto – Foto 78

Arcobaleno

Un arcobaleno abbraccia uno spettro continuo di colori, non ci sono “bande”. La discretezza apparente è un artefatto dei fotopigmenti nell’occhio umano e del trattamento neurale dei nostri fotorecettori  da parte del nostro cervello. Poiché la risposta ad  picco di recettori di colore umani varia da persona a persona, individui diversi vedranno colori leggermente differenti, e le persone con daltonismo vedranno un insieme ridotto di colori.
Newton originariamente  nel 1672  indicò  solo cinque colori primari : il rosso , i gialli , i verdi , i blu e i viola .

In seguito ha incluso l’ arancione e l’indaco , indicando  sette colori in analogia al numero di note in una scala musicale.

365 – Progetto – Foto 77

Fibonacci (Pisa, settembre 1170 – Pisa, 1240 ca) Matematico

I numeri di Fibonacci sono una sequenza di numeri interi , partendo con 0, 1 e continua così:  1, 2, 3, 5, 8, 13, …, ogni nuovo numero è  la somma dei due precedenti.

Il bello è che la sua sequenza descrive la forma di molti oggetti sulla terra che naturalmente si dispongono secondo la sua successione.

In questo caso il capitello del girasole… ma ci sono anche le misure dei componenti dei nostri visi……ad esempio l’orecchio!

 

365 – Progetto – Foto 76

Uva

Quanto è buona l’uva!

Mio zio aveva una pianta di uva americana trionfante e rigogliosa che cadeva dalla balconata e io ricordo quello spremere la bacca e inghiottire tutto il suo contenuto, semi compresi. E alla fine ho scoperto di avere ragione perché varietà di uve senza semi sono stati sviluppati  su richiesta dei consumatori, ma i ricercatori stanno scoprendo che molte delle proprietà salutari delle uve effettivamente provengono dai semi stessi, grazie al loro fitochimico contenuto molto arricchito.

365 – Progetto – Foto 75

Adige

A valle di Verona, oltre Zevio, assume il tipico aspetto di un fiume di pianura, diminuendo progressivamente la propria velocità. Da questo tratto l’Adige scorre in un alveo pensile, cioè sopraelevato rispetto alla campagna circostante.Tale fenomeno è dovuto all’accumulo di sedimenti trasportati dalla corrente e alla costruzione di argini artificiali.
Nel primo tratto del suo corso, grazie alla forte velocità dovuta alla notevole pendenza, il fiume riesce a trasportare grossi massi. Man mano che diminuisce l’inclinazione dell’alveo, e quindi, la velocità di corrente, esso trascina con sè soltanto il materiale via via più fine, depositando quello di dimensioni maggiori.
Lungo il corso del fiume, da monte a valle, vengono quindi depositati prima i ciottoli, poi le ghiaie, quindi la sabbia e infine il limo.