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365 – Progetto – Foto 79

79Il pane

E’ uno dei mestieri che più venero quello dei fornai.

Chi conosce l’arte di produrre il pane per me è persona degna del più alto rispetto. Perchè rappresenta uno dei primi cibi costruiti dall’uomo, elaborati per essere più duraturi, per accompagnare degnamente gli altri cibi. La sua comparsa ha anche iniziato a diffondere la carie dei denti… ma la sua bontà è indiscussa.

Sono state  trovare tracce di amido prodotte già 30.000 anni fa, pare che lo estraessero dalle felci e poi cuocessero un composto su una pietra arroventata come una odierna piadina. Solo durante il Neolitico, circa 10.000 anni fa, con l’agricoltura, il grano è diventato parte fondamentale della produzione di pane. Le spore lievitanti erano ovunque, anche sulla superficie dei chicchi, quindi qualunque impasto lasciato a riposare avrebbe prodotto il lievito naturale che sarebbe stato poi usato nell’impasto principale.

L’utilizzo di una parte della schiuma della birra come agente lievitante lo dobbiamo ai galli e agli iberici, noti per produrre il pane più leggero dell’allora mondo conosciuto, i romani, ovviamente, usavano succo d’uva.

Sostanzialmente però l’uso della pasta madre ( il lasciare un pezzo di pasta cruda a riposare) è rimasto però l’unico metodo di fabbricazione del pane sino al 1861! Sembra incredibile ma l’idea di una miscelazione meccanizzata ad alta energia è arrivata solo allora. Il processo di pane Chorleywood è uno dei più usati e permette di usare anche i grani con poco apporto proteico era nato così il pane in cassetta, dato che l’Inghilterra non aveva grani di alta qualità a disposizione.

365 – Progetto – Foto 29

Pranzo in ospedale

Ho trascorso 12 giorni all’interno di un ospedale nell’aprile 2011.

Era da agosto 2010 che davvero non stavo bene. Mi svegliavo sempre con occhiaie da spavento e iniziò il dolore all’indice della mano destra, un dolore acuto come se fosse stato preso a martellate, durante la notte tutte e due le mani mi si informicolavano così tanto da svegliarmi,  poi una astenia assurda, la sempre maggiore difficoltà a chinarmi, perchè nell’atto di piegarmi i dolori lombari erano indicibili, le mani perdevano di giorno in giorno forza e rimproveravo tutti per aver stretto troppo la caffettiera, non capendo che la colpa era mia.  Di giorno in giorno le mani mi facevano così male che era una agonia anche cercare qualcosa nella borsa e non riuscivo più a girare il busto anche di quel poco per mettere la cintura di sicurezza in auto. Avevo sempre freddo e le mani diventavano bianche anche con due paia di guanti,  per poi tornare normali  dopo 10 minuti corredate di dolore. Per farla breve, l’indice ad aprile era necrotizzato per tutta la prima falange, avevo la pressione 200/120, ogni parte del mio corpo era impregnata di acqua e quindi ero gonfia come un palloncino, e per tutto quel tempo nessuno ha ipotizzato che cosa mi stesse succedendo.  Fu solo il Professor Codella, reumatologo all’ospedale di Borgo Roma, che dopo una visita di 10 minuti, decise il ricovero urgente. Mi sono ritrovata in un altro mondo. Io che evitavo anche di prendere gli antidolorifici e che ho ancora le mie tonsille e la mia appendice, eccomi lì. In un ospedale.

Diagnosi: sclerodermia cutanea limitata.

Guarigione: attualmente impossibile

Terapia: 7 farmaci al giorno e una volta al mese flebo di 8 ore in day ospital.

Posso con certezza affermare che ero ad un passo dalla morte.